Come noto la strategia classica di valutazione dell’esposizione al rumore si basa su due elementi:

  1. la misurazione dei livelli di pressione sonora generati dalle diverse attrezzature, misurati al posto operatore all’altezza dell’orecchio;
  2. la stima dei tempi di esposizione al rumore prodotto da ciascuna attrezzatura.

In particolare il secondo elemento, la stima dei tempi di esposizione, se può risultare abbastanza agevole per quelle attività caratterizzate da elevata standardizzazione, non lo è per le attività caratterizzate da elevata variabilità. Questa strategia è nota come “misurazioni basate sui compiti”.

Se ad esempio analizzando il caso di una falegnameria artigiana scopriremo che le attrezzature utilizzate e il loro tempo di utilizzano variano in ragione della produzione in corso e dello stadio di avanzamento della produzione stessa.

Per ovviare, o meglio, ridurre i livelli di incertezza connessi con la strategia di misurazione basate sui compiti, si può utilizzare la strategia di misurazione basata sulle mansioni. Tale strategia è basata sul principio del prelievo di campioni casuali dell’esposizione al rumore, misurando il LAeq,T durante l’esecuzione della mansione in esame. Metodologicamente, individuate le mansioni, queste si aggregano in gruppi acusticamente omogenei. Utilizzando la UNI EN ISO 9612:2011 si stabilisce la minima durata cumulativa delle misurazioni e il numero di misurazioni da eseguire; da cui si ricava la durata minima di ciascuna misurazione. Per le misurazioni, in luogo del classico fonometro, si utilizza un dosimetro, ovvero uno strumento di ridotte dimensioni indossato dall’operatore in grado di misurare il livello di pressione sonora e di effettuare il calcolo sia del livello equivalente sia di altri descrittori acustici.

Tale strategia recentemente è stata proprio applicata al caso di una falegnameria artigiana in cui sono stati individuati due gruppi acusticamente omogenei: il maestro falegname e l’aiutante.  Essendoci meno di cinque addetti per ciascun gruppo omogeneo, in base alla UNI EN ISO 9612:2011, la durata minima cumulativa del campionamento è pari a 5 ore con un minimo di 5 misurazioni. Si è scelto di eseguite cinque misurazioni per ciascun gruppo omogeneo della durate ciascuna di due ore nell’arco di un mese per un totale cumulativo di campionamento pari a 10 ore per gruppo omogeneo.

Oltre ovviamente alla determinazione del livello di esposizione, uno degli scopi della campagna di monitoraggio era verificare l’attendibilità della precedente valutazione di esposizione elaborata utilizzando la strategia di misurazione basate sui compiti.

Nella tabella che segue sono messi a confronto i risultati ottenuti con le due tecniche qui descritte.

Gruppo acusticamente omogeneo

Misurazione basate sui compiti

Misurazione basate sulle mansioni

LEX,8h [dB(A)]

LEX,8h [dB(A)]

Maestro falegname

86,8

87,7

Aiutante falegname

84,8

90,1

Nel caso in studio si nota come il livello di esposizione giornaliero calcolato con le due strategie sia significativamente diverso in particolare nel caso dell’aiutante. Per entrambi i gruppi omogenei la misurazione basata sui compiti ha fornito valori di esposizione inferiori alla misurazione basata sulle mansioni. In base all’esperienza maturata possiamo affermare che nel caso di attività molto variabili le misurazioni basate sulle mansioni forniscano valori più attendibili, ma non per questo superiori a quelli ottenuti con l’altra strategia. Nel caso di misure basate sui compiti la variabile critica è la stima dei tempi di esposizione; una loro sottostima comporta una sottostima dei livelli di esposizione e viceversa.

Nel caso in studio, alla luce dei risultati ottenuti, ovvero il superamento, per entrambi i gruppi omogenei, del livello di azione superiore, il datore di lavoro ha elaborato il “Programma di riduzione dell'esposizione al rumore” previsto dall’art, 192 c.2 del d.lgs. 81/2008. La verifica dell’efficacia del programma attuato avverrà mediante una nuova campagna di misure.

Si precisa che i valori limite di esposizione così come individuati dall’art. 189 del d.lgs. 81/2008 a dispositivi di protezione individuali indossati non sono superati.