In tema di isolamento acustico degli edifici, a seguito dell’entrata in vigore della L. 447/95 è stato emanato il D.P.C.M. 5 dicembre 1997 che, in estrema sintesi, definisce i requisiti acustici in opera a livello di isolamento acustico fra unità abitative e dall’esterno per diverse tipologie di edifici. Più recentemente, per quanto attiene gli edifici pubblici, è entrato in vigore il D.M. 11 ottobre 2017 che in parte modifica, elevandoli, i requisiti acustici e introduce alcuni requisiti circa il comfort acustico di alcune tipologie di locali in funzione della loro destinazione d’uso.

A livello provinciale il tema è stato trattato dalla Legge Provinciale 18 marzo 1991, n. 6 e dal relativo regolamento di attuazione D.P.G.P. 4 agosto 1992, n. 12-65/Leg. che stabilisce dei requisiti acustici, da misurarsi in laboratorio o tabellari, per singoli elementi dell’opera (es. serramenti, pareti, ecc.).

Accanto agli obblighi di legge nel 2010 l’Ente Italiano di Normazione ha emanato la norma tecnica UNI 11367 per la classificazione acustica delle unità immobiliari. Questa norma prevede quattro classi acustiche. Il soddisfacimento dei requisiti del D.P.C.M. 5 dicembre 1997 è il requisito base per classificare un edificio nella classe acustica inferiore.

La sensibilità delle persone nei confronti dell’inquinamento o disturbo da rumore sta’ progressivamente aumentando negli anni; ne è testimonianza, ad esempio, il numero crescente di cause intentate sull’argomento. In Trentino sebbene in sede di permesso a costruire sia necessario presentare la c.d. “relazione acustica”, questa essendo redatta sulla base dei requisiti stabiliti dal D.P.G.P. 4 agosto 1992, n. 12-65/Leg., di fatto non garantisce un sufficiente isolamento acustico ne verso l’esterno ne verso altre eventuali unità abitative adiacenti.

Per questa ragione sempre più committenti e progettisti si rivolgono ai tecnici competenti in acustica per progettare l’edificio anche in termini acustici. In questi casi la progettazione si rifà ai requisiti del D.P.C.M. 5 dicembre 1997 per gli edifici privati e recentemente al D.M. 11 ottobre 2017 per quelli pubblici. Un recente esempio è il progetto di ristrutturazione di un edificio privato per la realizzazione di dieci appartamenti dove la scelta sia della tipologia costruttiva, sia della composizione delle diverse partizioni è stata operata ai fini di eguagliare o migliorare i valori di isolamento acustico definiti dalla norma nazionale. Sul versante dell’edilizia pubblica un esempio ne è il progetto di ampliamento di una scuola elementare dove fra i requisiti di progettazione figuravano anche quelli acustici previsti dal D.M. 11 ottobre 2017. (Questa progettazione sarà trattata nello specifico in un successivo articolo).

In alcuni casi i committenti, consapevoli dell’importanza di un buon isolamento acustico, richiedono la progettazione di edifici interi o di unità immobiliari con prestazioni acustiche tali da poterli classificare nelle classi superiori della norma UNI 11367. Ne è un esempio la progettazione e la realizzazione della ristrutturazione di un hotel che a seguito di collaudo in opera è stato classificato nella seconda classe acustica.

Chi ben comincia è a metà dell’opera; così recita un adagio popolare che ben si addice alla progettazione acustica. Un buon progetto può essere vanificato da un’errata esecuzione. Ecco perché laddove il progettista richiede l’intervento del tecnico competente in acustica in sede di progettazione, molto spesso la direzione lavori richiede il supporto dello stesso tecnico competente in acustica anche in fase esecutiva. Infatti le prassi costruttive consolidate quasi mai non sono sufficienti per garantire un buon risultato sotto il profilo dell’isolamento acustico; spesso è necessario introdurre materiali e modalità di posa in opera nuovi o ancora poco in uso fra i costruttori.